Il primo contatto in Arpanet

La prima trasmissione di dati tramite internet (sarebbe meglio dire Arpanet) fu una sequenza di lettere: prima un L, poi una O e poi la rete crollò. Ci piace immaginare che stessero per scrivere LOVE ma non è così. Stavano per scrivere login prima di essere bruscamente interrotti. Questo primo pacchetto di informazioni, che oggi ci fa sorridere ma che fu rivoluzionario, fu fatto viaggiare il 29 ottobre del 1969 per 650 km circa, dai computer dell’Università della California, a Los Angeles, a quelli dello Stanford Research Insitute, vicino a San Francisco. La California vide così la nascita.

Insomma, ci fu qualche problema tecnico quasi 50 anni fa, però non possiamo lamentarci del risultato finale. Per avere internet, come lo conosciamo oggi, c’è stato bisogno di un’altra rivoluzione, tra gli anni ’80 e ’90: quella di Tim Berners-Lee che immaginò il World Wide Web che abbiamo oggi. Il suo primo sito internet è ancora online, è un po’ scarno ma fa molto vintage.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il primo sito web creato da Tim Berners-Lee, ancora online

La rivoluzione del web

Noi tutti godiamo di questa invenzione, non esisterebbe questo sito o questo contatto tra di noi senza quel primo passaggio di dati. Il mondo è un altro mondo. Gli essere umani, probabilmente, sono altri esseri umani. Noi non siamo tra quelli che demonizzano il web, tutt’altro. Ogni network crea connessioni e chi, come noi, si occupa di comunicazione sa che le connessioni sono fermento, energia, vita. Internet quindi ci ha davvero permesso di crescere, di progredire anche se, sempre più spesso, ci accorgiamo dei suoi lati oscuri. Ma dobbiamo accettare il fatto che questo cambiamento epocale ci ha segnato come pochi altri. E dobbiamo riuscire a governare questa diversità. Ognuno di noi (tranne i nativi digitali) può indicare a memoria decine e decine di piccole modifiche nella propria vita quotidiana da quando internet è a portata di mano. Centinaia, forse. E non sappiamo quando si fermerà quest’onda di cambiamento che ha investito la razza umana e i suoi costrutti sociali.

Se avessero chiesto a qualcuno, a fine 1969, qualche evento di quell’anno avrebbe cambiato la storia dell’umanità di più, probabilmente avrebbero risposto tutti l’allunaggio. Invece, a distanza di quasi 50 anni, possiamo azzardare che quelle due lettere, quella L e quella O, hanno segnato il mondo più del piccolo passo di Neil Armstrong.