Una nuova dimensione

Quando vi dicono che le dimensioni non contano, probabilmente stanno mentendo. E anche twitter, la piattaforma di microblogging più usata al mondo, accetta finalmente una richiesta che alcuni suoi utenti portavano avanti da anni.

Un limite da superare

È stato Jack, il fondatore, a spiegare ieri sera il cambiamento, raccontando sinteticamente come era nato il limite di 140 caratteri e rimandandoci al blog che spiega in maniera più chiara come si è arrivati a questa decisione. I numeri dicono che circa il 9% dei tweet in inglese raggiunge il limite dei 140 caratteri; per i giapponesi sono solo lo 0,4%, ad esempio. Questo significa che, per la lingua madre del social network, c’è un numero relativamente alto di utenti che combatte con i margini di spazio imposti da Twitter.

Una decisione sofferta

Come si legge nel blog, la decisione non è stata semplice. Chi gestisce Twitter sa perfettamente quanto la brevità sia uno dei punti di forza della piattaforma. Perciò questa modifica sta partendo in via sperimentale, per alcuni gruppi di utenti selezionati. Saranno esclusi dalla sperimentazione gli utenti che twittano in giapponese, coreano e cinese.

L’ironia degli utenti

Come per ogni novità su twitter, gli utenti hanno già iniziato a scatenarsi. L’ironia, al solito, la fa da padrona.

C’è una cosa che però ha alimentato il sentiment, più di altro. Molti utenti hanno infatti fanno presente a Jack che più che aggiungere altri 140 caratteri, c’era la necessità, prima, di aggiungerne 4, semplicissimi: EDIT. Twitter infatti non dà ancora la possibilità di modificare un tweet una volta postato. Questa cosa rappresenta un problema per molti, soprattutto per i social media manager che combattono con refusi e cambiamenti dell’ultimo minuto. Però, diciamolo, in un certo qual modo è bello avere covfefe ancora lì, nella timeline dell’uomo più potente al mondo.